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DAPONE20
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dario budelacci

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Lunatico, inkazzoso e un po' presuntuoso...tutto sommato perfetto! :)
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>Ciao mi chaimo filippo.. tramite internet ho trovato il tuo indirizzo mentre stavo cercando delle informazioni sul festival celtico di Ortigueira.. sai dirmi qualcosa in proposito o consigliarmi qualche sito in italiano per capirci qualcosa in più.
mi piacerebbe andare quest'anno a sentire i Dealan.. non so se li conosci.. comunque per contattarmi vivita pureil mio spaces:
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Jan. 26
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TODO y NADA

ALUMINIUM TASTES LIKE FEAR
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lo zelante assistente

...il cercapersone iniziò a gracchiare senza pietà per le mie povere palpebre appesantite da giorni di insonnia. Quasi non avrei risposto se non avessi saputo che dall'altro capo, a farlo squillare era il giovane apprendista Nick. Il suo vero nome era Nikolay,  ma per tutti nel dipartimento era Nick. Era un ragazzo pieno di voglia. Quella voglia di ripulire il mondo che ti porta ad entrare in polizia. Quella voglia che ti passa quando capisci che di marciume è pieno anche il tuo posto di lavoro. Era stato affiancato a me, in quanto anziano. Mi seguiva in alcune indagini e molto spesso mi anticipava sulle scene del crimine. Proprio come quella sera...
Il telefono non finì di fare il primo squillo che lo zelante assistente aveva già risposto: "dimmi nick". "devi correre" mi disse con voce incalzante "quì è l'inferno". Quando era agitato, nick confondeva alcune parole con il russo, rendendo incomprensibile ciò che diceva. Comunque non mi fu difficile trovare il luogo del delitto, visto che le luci delle sirene si potevano vedere da almeno tre isolati. Parcheggiai subito dopo le transenne gia' disposte e andai verso Nikolay che era sulla soglia di un portone. Il suo volto che già di carnagione era chiaro, aveva assunto un colorito quasi trasparente. Di morti ammazzati nel nostro lavoro se ne vedono tanti, eppure ciò era successo nel secondo piano di quello stabile, lo aveva sconvolto...

casa dolce casa

...il tempo sembrava essersi fermato. Quell'evento tanto inaspettato, quanto gradito mi lasciò di pietra. Senza nemmeno salutare lei aveva già imboccato la scala che l'avrebbe portata al suo appartamento. E io lì, imbambolato, come fossi stato colpito da un pugno bene assestato. Solo le prime gocce del temporale che ritornava, mi riportarono alla cruda realtà. Inutile dire che il tragitto verso casa, lo feci in religioso silenzio. Il flusso di pensieri che mi aveva avvolto, mi intontì a tal punto che la macchina sembrava guidata dal pilota automatico. Ci volle un pò per accorgermi che quello strano autista con le mie sembianze, mi aveva parcheggiato sotto casa. Per riprendermi bastò vedere il disordine del mio appartamento. Di certo se in casa mia, fossero venuti i ladri, avrebbero lasciato meno disordine. Però a pensarci magari proprio quello scempio, avrebbe fatto da deterrente, qualora qualche male intenzionato avesse deciso di mettere naso lì dentro. Iniziai a spogliarmi alla porta, lasciando la solita scia di vestiti come le molliche di pane lasciate da pollicino, quasi come se avessi paura di non trovare più l'uscita. Riempii le mani di acqua ghiacciata e mi sciacquai il volto. Avevo un pò di fame, ma il frigo era rotto e aprirlo, significava venire investiti da un tanfo nauseabondo che mi avrebbe tolto qualsiasi voglia di vivere. Rassegnato decisi di tuffarmi nell'ammasso di lenzuola, cuscini e vestiti che era diventato il letto. Quella notte non era ancora finita...

il cavaliere arrugginito

Dopo un urlo dovuto alla ruggine, depositata tra le giunture meccaniche, la portiera del passeggero si chiuse con un rumore sordo. Ero io a chiuderla. Lei ignorando il gesto cavalleresco si era già seduta sul sedile aspettando che ci mettessimo in moto. Il cielo sembrava aver chiuso il suo rubinetto, anche se la strada sarebbe stata piu' comodo affrontatarla in gondola. Misi in moto e mi voltai per chiedere la destinazione. Senza nemmeno voltarsi, con lo sguardo rivolto verso il finestrino, peraltro appannato per metà, indicò dove dirigermi. Il luogo verso cui eravamo diretti, non era troppo distante. Si trattava di una zona, in cui i palazzi spuntavano di giorno in giorno come  fossero funghi. L'architettura delle case era quella dell'edilizia popolare. Dall'aspetto non avrei mai detto che una donna di simile bellezza e portamento potesse vivere in un posto simile. Ma così era. Quando indicò dove accostare, dovetti arrendermi all'idea. Si voltò quasi offesa, come se avesse capito che la stavo giudicando. Proprio quando stavo aprendo la bocca per giustificarmi, una sua mano si tese verso il mio mento per richiuderla. Di colpo mi ritrovai con le sue labbra poggiate sulle mie. E... (continua)

La sindrome del 2008

Questa estate, essendo stato in diversi posti, ho conosciuto molta gente nuova e parlando del più e del meno mi sono reso conto di una cosa, che questo 2008 per molte delle coppie, alcune storiche altre un pò più giovani hanno cessato di esistere; hahahahaha non che siano defunte, ma che sono giunte alla fine della loro storia sentimentale. Per una causa o per un'altra, quasi tutta la gente che ho conosciuto, era rimasta sola da poco. Credetemi quando vi dico, che tanta ma tanta gente, anche la più inaspettata, ora si trova single. Inizialmente mi sembrava solo una coincidenza, ma più parlo con le persone e più questa convinzione si fa debole. Certo molte coppie sono rimaste unite, anche se il 2008 non è finito, quindi attenti (se non siete single fatevi una bella ravanata tra i gioielli vostri...o nel caso siete donne in quelli del vostro partner). Detto questo...ho comprato una macchinetta digitale. Lo so non c'entra una mazza, però ci tenevo a dirvelo. Ho finalmente mandato in pensione la mia vekkia BETSIE, che in quanto a megapixel è più scarsa del mio telefonino. Ora c'è la CULPICS (scritto coolpix) che fa proprio al caso mio. Così finalmente non dovrò attendere la disponibilità delle persone, per farmi passare le foto di compleanni o eventi vari.
settembre2008 011

Ecco ciò che sto cercando di studiare.

Ci sono molti territori della conoscenza, ben delimitati, etichettabili, del quale si conoscono i principali problemi e parte delle soluzioni. L’estetica è una disciplina che ha un oggetto ovvero la conoscenza di ciò che è bello. Non si occupa di dettare regole e canoni. La bellezza è un campo talmente complesso e soggettivo che non si può dare una definizione universale. (es. per tonino la sua capigliatura è bellissima) L’estetica è una branca  filosofica che si occupa dell’esperienza artistico estetica. Ma anche questa definizione lascia spazio ad alcuni fraintendimenti. Anche il suo oggetto di studio non è solo l’arte. Investe infatti altre realtà ben più ampie. L’etimologia della parola greca dalla quale deriva il termine “estetica” rimanda alle sensazioni in quanto percezioni dei sensi. Allora l’estetica dovrebbe occuparsi dei valori sensibili delle cose. Quindi si pone il problema principale…DI COSA SI OCCUPA NELLO SPECIFICO L’ESTETICA? J

 

...il prototipo da corsa

...Il fatto che all'assassino piacesse spargere budella di prostitute in lungo e in largo, non destava scalpore nell'opinione pubblica. Anzi si può dire che forse qualcuno la vedeva anche come una sorta di pulizia delle strade. Quindi il procuratore, mi dava il tempo che volevo per continuare le mie indagini. Indagini, che ammetto, sono ad un punto morto da un pezzo.
Il mio bicchiere stasera sembrava avere un buco, l'alcol scendeva tanto da aver convinto un Mac spazientito a lasciarmi la bottiglia. Fuori il tempo era da cani. Dio o chi per lui, aveva deciso di far scendere un secondo diluvio universale. Forse poprio per tentare di ripulire il marciume che ormai da troppo tempo vagava per le strade della mia città o forse anche per costringere una donna con l'auto in panne a chiedere aiuto nel primo locale che le fosse stato a tiro. E così fu...
"Mi scusi...ha un telefono?"
La porta del locale fece il suo solito cigolio e da essa entrò questa voce. Penso che quei muri abbiano sentito poche volte una voce femminile. Tutto ciò che aveva vita in quel locale, diresse lo sguardo verso quella sagoma femminile. Lei un angelo dai capelli biondi e dalle labbra tinte di rosso.
Dal fondo del locale si levò un commento "Ecco un bel prototipo da corsa". Mac zittì con uno sguardo quel biker ubriacone e indicò il telefono pubblico del locale dicendo "E' guasto da mesi".  La donna fece per voltarsi quando Mac riprese la parola. "Se ha bisogno di essere accompagnata a casa, quì c'è un tutore della legge pronto a scortarla ovunque lei abbia bisogno". Il vecchio Mac mi aveva chiamato in causa. Lei senza indecisione alcuna, accettò senza dire grazie...(continua)

Noir

...gli occhi mi bruciavano dal fumo di sigarette che come una nebbia aleggiava nel bar. Un posto per tipacci, mi dicevano i grandi del quartiere. Forse è proprio questa nomea creata dalla clientela non proprio da copertina patinata delle riviste di moda, che ha tenuto in vita il bar di Mac. Tanti sono venuti, quasi tutti andati. Mac invece sempre lì a strofinare bicchieri e a riempirli alla prima mano alzata. Sembra che per lui il tempo non passi, invece per me il discorso è differente. Il peso si fa sentire giorno per giorno. Sarà quest'ultimo caso che non mi permette di dormire. Forse proprio per la mia tenacia o forse perchè avevo tanto tempo da perdere, che mi venivano affidati questi casi contorti, dove la matassa sembra non avere un capo, ma solo una tragica fine. La scia di sangue, portava quasi sempre a vicoli ciechi. Ma il tempo a mia disposizione poteva dirsi infinito, visto che il caso non era tra le priorità del mio dipartimento...(continua)

e adesso?

E adesso basta. Basta con le vacanze. Basta con i bagni notturni che spezzano il fiato, non per il freddo, ma per come trovi il modo di riscaldarti per poi guardare le stelle in cerca di un segno nel cielo che ti dia speranza per ciò che deve venire. Basta ai rancori, c'è solitudine è vero, ma ora è il caso di ricostruire dalle fondamenta, le mura che non ti faranno mai sentire scoperto, eliminando vecchi calcinacci e pareti che ostacolano il lavoro. Basta con le penniche lunghe quasi un giorno, perchè la notte non ha più tanto da offrire e il giorno non c'è il mare e qualcuno che ti aspetta per dividere il telo. Basta con il beach volley, perchè ora ci saranno i compagni di squadra a battere il cinque quando sbagli. Basta con la fame compulsiva, perchè è vero che la prova costume è passata da un pezzo, ma sarebbe il caso di fare un'alimentazione più sana. Basta alla voglia di non fare nulla. Basta alle lacrime.
Adesso si inizia qualcosa di nuovo, che non vi sareste mai aspettati e che saprà stupirvi...godetevi lo spettacolo

Un esperimento chiamato beach volley...

Tornato a cosenza, ho ricevuto un invito a partecipare ad un torneo di beach volley. Con luigi (mio compagno di squadra) e anna (mia cugina) abbiamo deciso di metterci in gioco per dimostrare le nostre abilissimissime qualità. Così ci mettiamo in macchina e partiamo alla volta di SAN LUCIDO (ribattezzata con il nome STO LUCIDO). Arriviamo un pò in ritardo, rispetto all'orario stabilito con l'organizzatore, ma ancora erano intenti a preparare il campo e dalle 7(orario in cui era previsto l'inizio) si è iniziato a giocare alle 10. Naturalmente la nostra fortuna ha voluto che già da subito abbiamo dovuto attendere lo svolgimento di tutte le altre partite. E già lì la sacca testicolare dei compagni maschi iniziava a gonfiarsi sensibilmente. Il livello del torneo si è mantenuto sempre bassissimo con colpi che in una partita ufficiale, sarebbe scattata la  fucilazione sul posto. Però vabè è stato così dall'inizio e non ci siamo lamentati. Il problema si è creato per l'orario. Le squadre, il faro che si fulminava ogni 30 minuti, litigi vari...ci siamo ritrovati a giocare alle 4. Diciamo che a partire dalle 19:00 del giorno prima, senza aver cenato e giocando una partita ogni ora...non è proprio il massimo. Ma questo lo sapevamo e non ci siamo lamentati. Se non fosse stata per la negligenza di un arbitro. Lì la mia pazienza è finita. La partita stava volgendo al termine, potrebbe sembrare che rosico...ma non è così. Anche perchè non è da me, anzi ho fatto pure i complimenti all'avversario. Ma l'arbitro mi ha davvero fatto girare le balle. Stava lì nella sua postazione sempre indeciso e distratto. Nello stesso set...per ben 3 volte ha detto "NON SO COS'è". Che se fosse una persona messa lì per sbaglio, nemmeno mi avrebbe infastidito...ma in quanto anche lui gioca in una squadra di pallavolo...significa 2 cose...o sei un deficiente o stai parlando con le persone che ti stanno vicino (entrambe le cause a mio parere).
Al mio "CHE CAZZO STAI GUARDANDO"...ferito nell'orgoglio ha lanciato il fiskietto facendo il gesto di volersene andare, dicendo..."VI STO FACENDO UN FAVORE", al ché è partito un mio cosentinissimo "MA VA T'AMMAZZA" (esplicito invito al suicidio Arrabbiato). Avendo capito l'andazzo mi sono zittito e la partita è terminata con una bellissima schiacciata da parte di un cicciottello avversario che oltre la palla con la mano si è avvolto nella rete. Ma visto che nn avevo più voglia di giocare né di protestare, complimenti agli avversari e buona notte. Cmq abbiamo fatto una figura di merda, proprio perchè abbiamo perso contro l'antisport però vabè ci sta...se ci penso alla fine non abbiamo nemmeno dato la quota di partecipazione Caldo
 

Non si desidera cio' che e' facile ottenere...

Da mesi che non vi scrivo e me ne pento. Avrei voluto farlo, ma ho sentito il bisogno di tenermi le mie forti sensazioni ed esperienze. Sono passati mesi e in questi mesi molte cose sono cambiate. Caldo Non mi si può perdere di vista un secondo che combino una miriade di guai! Scherzo. Cmq non voglio tediarvi con tutto quello che è successo. Perciò vi racconterò quello che mi ricordo della mia vacanza Linguaccia
 
Il tutto è partito dalla magica TREBILANDIA, terra dei magnifici TREBILANDIANI o TREBILANDESI dall'accento un pò strano. A parte la cadenza (a mio parere molto simile a quella dei paolitani), subito mi sono sentito a casa. I TREBILANDIANESI, sono persone amichevoli e simpatiche, da subito ti fanno sentire parte della comitiva. Dopo esser stato introdotto e aver fatto le prime conoscenze, io e il mio cugino matti (alla quale lecco un orekkio in una delle foto) ci siamo avviati verso PRAIA dove il cane dal nome un pò strano KILO, aspettava di essere accudito da noi. Il viaggio è stato scandito dai cd che ho fatto per la macchina di MATT (mio cugino) almeno 8 anni fa...quindi cariki di ricordi ed emozioni.
Arrivati, dopo aver preso possesso della casa e soprattutto dopo aver montato la fondamentalissima XBOX, abbiamo anche monopolizzato il lettino del lido che gentilmente zia (avendo orari diversi dai nostri) ci ha praticamente lasciato. Subito con matt abbiamo cercato i primi contatti per iniziare a fare qualche partita di beach volley (dove poi mi sono rotto i piedi). Il tramonto era il nostro segnale per il ritorno a casa; anche perchè in campo iniziava a non vedersi una mazza. Quindi il ritorno a casa, docciazza nudi in giardino (cosa per il quale la signora di sopra faceva finta di chiudere le finestre) e poi cucina.
La cucina...questo è un passo fondamentale. Da subito ho marcato il territorio spargendo un pò di pipì agli angoli, perchè la cucina da quel momento sarebbe diventata mia. Le proteste sotto questo punto di vista sono state poche...anche perchè cuochi del mio livello bisognava trovarli in altre regioni d'italia. Poi anche perchè siamo sempre stati storditi dall'alcol (per la quale ringraziamo il gentilissimo bepi e la sue casse di ronchi San joseph). Motivo per il quale spesso dopo cena il sonno si impossessava di noi e ci coricava. Altre sere siamo andati a ballare, ma praticamente andavamo a sudare anche perchè l'umidità di quei giorni bagnava a stare fermi.
15 AGOSTOIn lacrime
Questo giorno è stato un pò particolare nonkè movimentatissimo. La mattina abbiamo pulito casa e rifatto le valige fino al tardo pomeriggio. Dopo il sonnello e un bagnetto ci siamo avviati verso la splendida MARATEA. Lì abbiamo incontrato i padroni di kilo (bepi e margherita) e cenato con loro. In seguito ci siamo rimessi in viaggio per andare a ballare, in disco, dove al bancone ci aspettava la magica Alessia, che ci ha preso a CAIPIROSK-E in faccia, finkè mattia non dormiva sul bancone. Per la quale siamo stati gentilmente accompagnati alla porta Stralunato. Dopo il buio...ci siamo svegliati a cosenza in casa mia...tra le imprecazioni di mio fratello. Poi tra i lamenti di mattia (che essendo vekkio non può fare più questa vita), ci siamo rimessi in viaggio alla volta di TREBILAND!
Dove abbiamo trascorso 3 giorni di divertimento, beach e una piadina indimendicabile con COTTO,FUNGHETTI SOTT'OLIO E MAIONESESorpresa. Non proprio il massimo per riprendersi con lo stomaco. Però ora vi saluto che mi sembra di avervi detto un pò troppo.
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