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lo zelante assistente...il cercapersone iniziò a gracchiare senza pietà per le mie povere palpebre appesantite da giorni di insonnia. Quasi non avrei risposto se non avessi saputo che dall'altro capo, a farlo squillare era il giovane apprendista Nick. Il suo vero nome era Nikolay, ma per tutti nel dipartimento era Nick. Era un ragazzo pieno di voglia. Quella voglia di ripulire il mondo che ti porta ad entrare in polizia. Quella voglia che ti passa quando capisci che di marciume è pieno anche il tuo posto di lavoro. Era stato affiancato a me, in quanto anziano. Mi seguiva in alcune indagini e molto spesso mi anticipava sulle scene del crimine. Proprio come quella sera...
Il telefono non finì di fare il primo squillo che lo zelante assistente aveva già risposto: "dimmi nick". "devi correre" mi disse con voce incalzante "quì è l'inferno". Quando era agitato, nick confondeva alcune parole con il russo, rendendo incomprensibile ciò che diceva. Comunque non mi fu difficile trovare il luogo del delitto, visto che le luci delle sirene si potevano vedere da almeno tre isolati. Parcheggiai subito dopo le transenne gia' disposte e andai verso Nikolay che era sulla soglia di un portone. Il suo volto che già di carnagione era chiaro, aveva assunto un colorito quasi trasparente. Di morti ammazzati nel nostro lavoro se ne vedono tanti, eppure ciò era successo nel secondo piano di quello stabile, lo aveva sconvolto... casa dolce casa...il tempo sembrava essersi fermato. Quell'evento tanto inaspettato, quanto gradito mi lasciò di pietra. Senza nemmeno salutare lei aveva già imboccato la scala che l'avrebbe portata al suo appartamento. E io lì, imbambolato, come fossi stato colpito da un pugno bene assestato. Solo le prime gocce del temporale che ritornava, mi riportarono alla cruda realtà. Inutile dire che il tragitto verso casa, lo feci in religioso silenzio. Il flusso di pensieri che mi aveva avvolto, mi intontì a tal punto che la macchina sembrava guidata dal pilota automatico. Ci volle un pò per accorgermi che quello strano autista con le mie sembianze, mi aveva parcheggiato sotto casa. Per riprendermi bastò vedere il disordine del mio appartamento. Di certo se in casa mia, fossero venuti i ladri, avrebbero lasciato meno disordine. Però a pensarci magari proprio quello scempio, avrebbe fatto da deterrente, qualora qualche male intenzionato avesse deciso di mettere naso lì dentro. Iniziai a spogliarmi alla porta, lasciando la solita scia di vestiti come le molliche di pane lasciate da pollicino, quasi come se avessi paura di non trovare più l'uscita. Riempii le mani di acqua ghiacciata e mi sciacquai il volto. Avevo un pò di fame, ma il frigo era rotto e aprirlo, significava venire investiti da un tanfo nauseabondo che mi avrebbe tolto qualsiasi voglia di vivere. Rassegnato decisi di tuffarmi nell'ammasso di lenzuola, cuscini e vestiti che era diventato il letto. Quella notte non era ancora finita... il cavaliere arrugginitoDopo un urlo dovuto alla ruggine, depositata tra le giunture meccaniche, la portiera del passeggero si chiuse con un rumore sordo. Ero io a chiuderla. Lei ignorando il gesto cavalleresco si era già seduta sul sedile aspettando che ci mettessimo in moto. Il cielo sembrava aver chiuso il suo rubinetto, anche se la strada sarebbe stata piu' comodo affrontatarla in gondola. Misi in moto e mi voltai per chiedere la destinazione. Senza nemmeno voltarsi, con lo sguardo rivolto verso il finestrino, peraltro appannato per metà, indicò dove dirigermi. Il luogo verso cui eravamo diretti, non era troppo distante. Si trattava di una zona, in cui i palazzi spuntavano di giorno in giorno come fossero funghi. L'architettura delle case era quella dell'edilizia popolare. Dall'aspetto non avrei mai detto che una donna di simile bellezza e portamento potesse vivere in un posto simile. Ma così era. Quando indicò dove accostare, dovetti arrendermi all'idea. Si voltò quasi offesa, come se avesse capito che la stavo giudicando. Proprio quando stavo aprendo la bocca per giustificarmi, una sua mano si tese verso il mio mento per richiuderla. Di colpo mi ritrovai con le sue labbra poggiate sulle mie. E... (continua) La sindrome del 2008Questa estate, essendo stato in diversi posti, ho conosciuto molta gente nuova e parlando del più e del meno mi sono reso conto di una cosa, che questo 2008 per molte delle coppie, alcune storiche altre un pò più giovani hanno cessato di esistere; hahahahaha non che siano defunte, ma che sono giunte alla fine della loro storia sentimentale. Per una causa o per un'altra, quasi tutta la gente che ho conosciuto, era rimasta sola da poco. Credetemi quando vi dico, che tanta ma tanta gente, anche la più inaspettata, ora si trova single. Inizialmente mi sembrava solo una coincidenza, ma più parlo con le persone e più questa convinzione si fa debole. Certo molte coppie sono rimaste unite, anche se il 2008 non è finito, quindi attenti (se non siete single fatevi una bella ravanata tra i gioielli vostri...o nel caso siete donne in quelli del vostro partner). Detto questo...ho comprato una macchinetta digitale. Lo so non c'entra una mazza, però ci tenevo a dirvelo. Ho finalmente mandato in pensione la mia vekkia BETSIE, che in quanto a megapixel è più scarsa del mio telefonino. Ora c'è la CULPICS (scritto coolpix) che fa proprio al caso mio. Così finalmente non dovrò attendere la disponibilità delle persone, per farmi passare le foto di compleanni o eventi vari.
Ecco ciò che sto cercando di studiare.Ci sono molti territori della conoscenza, ben delimitati, etichettabili, del quale si conoscono i principali problemi e parte delle soluzioni. L’estetica è una disciplina che ha un oggetto ovvero la conoscenza di ciò che è bello. Non si occupa di dettare regole e canoni. La bellezza è un campo talmente complesso e soggettivo che non si può dare una definizione universale. (es. per tonino la sua capigliatura è bellissima) L’estetica è una branca filosofica che si occupa dell’esperienza artistico estetica. Ma anche questa definizione lascia spazio ad alcuni fraintendimenti. Anche il suo oggetto di studio non è solo l’arte. Investe infatti altre realtà ben più ampie. L’etimologia della parola greca dalla quale deriva il termine “estetica” rimanda alle sensazioni in quanto percezioni dei sensi. Allora l’estetica dovrebbe occuparsi dei valori sensibili delle cose. Quindi si pone il problema principale…DI COSA SI OCCUPA NELLO SPECIFICO L’ESTETICA? J
...il prototipo da corsa...Il fatto che all'assassino piacesse spargere budella di prostitute in lungo e in largo, non destava scalpore nell'opinione pubblica. Anzi si può dire che forse qualcuno la vedeva anche come una sorta di pulizia delle strade. Quindi il procuratore, mi dava il tempo che volevo per continuare le mie indagini. Indagini, che ammetto, sono ad un punto morto da un pezzo.
Il mio bicchiere stasera sembrava avere un buco, l'alcol scendeva tanto da aver convinto un Mac spazientito a lasciarmi la bottiglia. Fuori il tempo era da cani. Dio o chi per lui, aveva deciso di far scendere un secondo diluvio universale. Forse poprio per tentare di ripulire il marciume che ormai da troppo tempo vagava per le strade della mia città o forse anche per costringere una donna con l'auto in panne a chiedere aiuto nel primo locale che le fosse stato a tiro. E così fu...
"Mi scusi...ha un telefono?"
La porta del locale fece il suo solito cigolio e da essa entrò questa voce. Penso che quei muri abbiano sentito poche volte una voce femminile. Tutto ciò che aveva vita in quel locale, diresse lo sguardo verso quella sagoma femminile. Lei un angelo dai capelli biondi e dalle labbra tinte di rosso.
Dal fondo del locale si levò un commento "Ecco un bel prototipo da corsa". Mac zittì con uno sguardo quel biker ubriacone e indicò il telefono pubblico del locale dicendo "E' guasto da mesi". La donna fece per voltarsi quando Mac riprese la parola. "Se ha bisogno di essere accompagnata a casa, quì c'è un tutore della legge pronto a scortarla ovunque lei abbia bisogno". Il vecchio Mac mi aveva chiamato in causa. Lei senza indecisione alcuna, accettò senza dire grazie...(continua) Noir...gli occhi mi bruciavano dal fumo di sigarette che come una nebbia aleggiava nel bar. Un posto per tipacci, mi dicevano i grandi del quartiere. Forse è proprio questa nomea creata dalla clientela non proprio da copertina patinata delle riviste di moda, che ha tenuto in vita il bar di Mac. Tanti sono venuti, quasi tutti andati. Mac invece sempre lì a strofinare bicchieri e a riempirli alla prima mano alzata. Sembra che per lui il tempo non passi, invece per me il discorso è differente. Il peso si fa sentire giorno per giorno. Sarà quest'ultimo caso che non mi permette di dormire. Forse proprio per la mia tenacia o forse perchè avevo tanto tempo da perdere, che mi venivano affidati questi casi contorti, dove la matassa sembra non avere un capo, ma solo una tragica fine. La scia di sangue, portava quasi sempre a vicoli ciechi. Ma il tempo a mia disposizione poteva dirsi infinito, visto che il caso non era tra le priorità del mio dipartimento...(continua) e adesso?E adesso basta. Basta con le vacanze. Basta con i bagni notturni che spezzano il fiato, non per il freddo, ma per come trovi il modo di riscaldarti per poi guardare le stelle in cerca di un segno nel cielo che ti dia speranza per ciò che deve venire. Basta ai rancori, c'è solitudine è vero, ma ora è il caso di ricostruire dalle fondamenta, le mura che non ti faranno mai sentire scoperto, eliminando vecchi calcinacci e pareti che ostacolano il lavoro. Basta con le penniche lunghe quasi un giorno, perchè la notte non ha più tanto da offrire e il giorno non c'è il mare e qualcuno che ti aspetta per dividere il telo. Basta con il beach volley, perchè ora ci saranno i compagni di squadra a battere il cinque quando sbagli. Basta con la fame compulsiva, perchè è vero che la prova costume è passata da un pezzo, ma sarebbe il caso di fare un'alimentazione più sana. Basta alla voglia di non fare nulla. Basta alle lacrime.
Adesso si inizia qualcosa di nuovo, che non vi sareste mai aspettati e che saprà stupirvi...godetevi lo spettacolo Un esperimento chiamato beach volley...Tornato a cosenza, ho ricevuto un invito a partecipare ad un torneo di beach volley. Con luigi (mio compagno di squadra) e anna (mia cugina) abbiamo deciso di metterci in gioco per dimostrare le nostre abilissimissime qualità. Così ci mettiamo in macchina e partiamo alla volta di SAN LUCIDO (ribattezzata con il nome STO LUCIDO). Arriviamo un pò in ritardo, rispetto all'orario stabilito con l'organizzatore, ma ancora erano intenti a preparare il campo e dalle 7(orario in cui era previsto l'inizio) si è iniziato a giocare alle 10. Naturalmente la nostra fortuna ha voluto che già da subito abbiamo dovuto attendere lo svolgimento di tutte le altre partite. E già lì la sacca testicolare dei compagni maschi iniziava a gonfiarsi sensibilmente. Il livello del torneo si è mantenuto sempre bassissimo con colpi che in una partita ufficiale, sarebbe scattata la fucilazione sul posto. Però vabè è stato così dall'inizio e non ci siamo lamentati. Il problema si è creato per l'orario. Le squadre, il faro che si fulminava ogni 30 minuti, litigi vari...ci siamo ritrovati a giocare alle 4. Diciamo che a partire dalle 19:00 del giorno prima, senza aver cenato e giocando una partita ogni ora...non è proprio il massimo. Ma questo lo sapevamo e non ci siamo lamentati. Se non fosse stata per la negligenza di un arbitro. Lì la mia pazienza è finita. La partita stava volgendo al termine, potrebbe sembrare che rosico...ma non è così. Anche perchè non è da me, anzi ho fatto pure i complimenti all'avversario. Ma l'arbitro mi ha davvero fatto girare le balle. Stava lì nella sua postazione sempre indeciso e distratto. Nello stesso set...per ben 3 volte ha detto "NON SO COS'è". Che se fosse una persona messa lì per sbaglio, nemmeno mi avrebbe infastidito...ma in quanto anche lui gioca in una squadra di pallavolo...significa 2 cose...o sei un deficiente o stai parlando con le persone che ti stanno vicino (entrambe le cause a mio parere).
Al mio "CHE CAZZO STAI GUARDANDO"...ferito nell'orgoglio ha lanciato il fiskietto facendo il gesto di volersene andare, dicendo..."VI STO FACENDO UN FAVORE", al ché è partito un mio cosentinissimo "MA VA T'AMMAZZA" (esplicito invito al suicidio
Non si desidera cio' che e' facile ottenere...Da mesi che non vi scrivo e me ne pento. Avrei voluto farlo, ma ho sentito il bisogno di tenermi le mie forti sensazioni ed esperienze. Sono passati mesi e in questi mesi molte cose sono cambiate.
Il tutto è partito dalla magica TREBILANDIA, terra dei magnifici TREBILANDIANI o TREBILANDESI dall'accento un pò strano. A parte la cadenza (a mio parere molto simile a quella dei paolitani), subito mi sono sentito a casa. I TREBILANDIANESI, sono persone amichevoli e simpatiche, da subito ti fanno sentire parte della comitiva. Dopo esser stato introdotto e aver fatto le prime conoscenze, io e il mio cugino matti (alla quale lecco un orekkio in una delle foto) ci siamo avviati verso PRAIA dove il cane dal nome un pò strano KILO, aspettava di essere accudito da noi. Il viaggio è stato scandito dai cd che ho fatto per la macchina di MATT (mio cugino) almeno 8 anni fa...quindi cariki di ricordi ed emozioni.
Arrivati, dopo aver preso possesso della casa e soprattutto dopo aver montato la fondamentalissima XBOX, abbiamo anche monopolizzato il lettino del lido che gentilmente zia (avendo orari diversi dai nostri) ci ha praticamente lasciato. Subito con matt abbiamo cercato i primi contatti per iniziare a fare qualche partita di beach volley (dove poi mi sono rotto i piedi). Il tramonto era il nostro segnale per il ritorno a casa; anche perchè in campo iniziava a non vedersi una mazza. Quindi il ritorno a casa, docciazza nudi in giardino (cosa per il quale la signora di sopra faceva finta di chiudere le finestre) e poi cucina.
La cucina...questo è un passo fondamentale. Da subito ho marcato il territorio spargendo un pò di pipì agli angoli, perchè la cucina da quel momento sarebbe diventata mia. Le proteste sotto questo punto di vista sono state poche...anche perchè cuochi del mio livello bisognava trovarli in altre regioni d'italia. Poi anche perchè siamo sempre stati storditi dall'alcol (per la quale ringraziamo il gentilissimo bepi e la sue casse di ronchi San joseph). Motivo per il quale spesso dopo cena il sonno si impossessava di noi e ci coricava. Altre sere siamo andati a ballare, ma praticamente andavamo a sudare anche perchè l'umidità di quei giorni bagnava a stare fermi.
15 AGOSTO
Questo giorno è stato un pò particolare nonkè movimentatissimo. La mattina abbiamo pulito casa e rifatto le valige fino al tardo pomeriggio. Dopo il sonnello e un bagnetto ci siamo avviati verso la splendida MARATEA. Lì abbiamo incontrato i padroni di kilo (bepi e margherita) e cenato con loro. In seguito ci siamo rimessi in viaggio per andare a ballare, in disco, dove al bancone ci aspettava la magica Alessia, che ci ha preso a CAIPIROSK-E in faccia, finkè mattia non dormiva sul bancone. Per la quale siamo stati gentilmente accompagnati alla porta
Dove abbiamo trascorso 3 giorni di divertimento, beach e una piadina indimendicabile con COTTO,FUNGHETTI SOTT'OLIO E MAIONESE
UnabomberLe giornate in montagna, sono trascorse all'insegna del relax, del cibo e dell'alcol. Nel freddo siberiano, abbiamo messo il naso fuori la porta solo per fare una passegiatina nei boschi e per andare a cena in occasione del compleanno della sorella di anna. Sempre per la serie "figure di merda", dopo l'aperitivo pre pasto, la macchina del papy di anna, non voleva risalire dal parcheggio, perchè si era arenata nella neve. Allora tutti i maschioni (io compreso), ci siamo messi a spingere dal cofano anteriore. Appena poggio le mani, i miei piedi sprofondano nella neve e finisco con il muso nel ghiaccio. Tra le risate generali (anke le mie) i boscaioli usciti dal bar carichi di alcol al punto da non sentire il gelo, mi guardano come per dire, "fatti da parte moccioso" e rimettono in strada il mezzo. Poi per dimenticare il tutto, ci ho bevuto un pò di grappa e ho partecipato al rito della "grolla dell'amicizia" (cosa non si fa per ingerire alcol).
Il giorno successivo, una volta incatenate le macchine ci siamo incamminati per il ritorno. Dopo poco le strade erano pulite e senza ghiaccio, perciò ci decidiamo a levare le catene. Senza stare con le mani in mano, scendo anche io e mi do da fare. Per non farmi intralciare dal mio bellissimo, ma ingombrante orologio, lo levo e lo poso sul cofano. Eliminate le catene, rientro in macchina mi asciugo e ripartiamo. Dopo un ora di viaggio, decido di guardare l'orario, e parte la prima bestemmia in aramaico della settimana (quanto sto diventando bravo). Il mio bellissimo orologio, comprato con i primi soldi guadagnati, ora sarà al braccio di qualche ubriacone baffuto, vestito con una camicia di flanella. Spero ti faccia arrivare sempre in ritardo!!!
Il viaggio, terminato con l'arrivo alla casa della mia bella, è proseguito con un pò di imprecazioni verso me stesso e tante parole di conforto da parte della mia donna e di suo fratello (da ora lo kiamerò marcyerpisellone, il suo nick su youtube). Una volta arrivati, stanchi e senza la voglia di uscire, ci siamo messi a letto, dopo un pò di zapping alla tv. Al risveglio, docciazza e pranzo dal DODDO (il nonno terrone, della anna).Inizialmente mi sentivo un pò imbarazzato, ma grazie ai fratelli di anna e agli zii, ma soprattutto al nonno, dopo poco mi sono goduto la pasta e fagioli da lui preparata. Avevo anche il segnaposto con il mio nome su!!! FICATA.
Alle 5 dello stesso giorno, in seguito alle coccole pre-viaggio, sono entrato in pullman, per affrontare le mie meritate 14 ore di viaggio.
Piedone alle Haway!Eccomi quì dopo 14 ore di pullman...si bhé sono le ore che ci vogliono per raggiungere la patata con il trasporto su gomma. Però questa volta questi mille e passa chilometri li ho fatti per ritornare in terronia. Meglio partire dal 27 dicembre dello scorso anno. Giorno in cui la patata è arrivata in treno, in tempo per festeggiare assieme il capodanno. Il 31 in seguito ad una cena in casa,per scendere dalla sedia, ho dovuto rotolare. Bevuti vari amari e digestivi, ci siamo incamminati verso quello che credevamo essere lo SKAPODANNO. Fatti almeno una 60ina di km. percorsi alla velocità di 20km/h (che la macchina si stava fondendo) abbiamo trovato il casolare, semi-vuoto dove si sarebbe dovuto festeggiare il suddetto veglione. Alla domanda "DOVE MINKIA SIAMO FINITI", abbiamo deciso di entrare, anche perchè 25€ spese di biglietto pesano! Una volta entrati scopriamo che il veglione si chiama in maniera differente (CAPù DANNO, che per i cosentini non ha un senso piacevole, soprattutto se hai dato soldi in anticipo). Dopo un pò ci siamo resi conto che il capodanno si stava per rivelare migliore di quanto ci aspettavamo. Così è stato! All'inizio la musica ha un po' deluso, ma al primo cambio di dj tutti giù in pista a ballare fino alle 6 inoltrate! Poi viaggio di ritorno e colazione al bar, dove invece del solito cappuccino e cornetto, preso da una fame incredibile, mi sono sparato panino con broccoli e poi a nanna. Sveglia alle 4 p.m. per preparare le valige, per salire nella terra della mia donna. Inserite le prime cose pulite in valigia, ci siamo messi in cammino per raggiungere POLENTOLANDIA. Nel pullman le comiche. Trovare la posizione che ci avrebbe consentito di dormire entrambi si è rivelata una impresa impossibile; abbiamo provato acrobazie da fare invidia al circo togni! A milano, il viaggio non è finito, altre 2 ore, ma in macchina, dove almeno per dieci minuti siamo riusciti a chiudere gli occhi. Al risveglio ci ritroviamo davanti uno splendido paesaggio tutto innevato, con dei fiocchi in caduta, grandi, che sembravano dei dischi volanti,dopo aver salutato la famiglia della ANNA (la mia girl), il coma ha preso possesso delle nostre menti fino a tardi. Alla sera, per il dopo cena, propongo una proiezione cinematografica sul mio portatile. Visto che sono fornito di tanti film, da quando un mio amico ha deciso di usare il mio hard-disk esterno, per salvare dei suoi divx. Mentre scegliamo quale titolo mettere su, mi viene la felicissima idea di fare doppio click sul titolo "Piedone alle Haway". Subito partono 2 tettone che si leccano dapertutto, tutto questo, davanti ai genitori della mia ragazza. In questo groviglio di lingue (niente male devo dire), ho cliccato al volo per spegnere il tutto, preso da un rossore in volto che nn riuscivo a controllare. Mi sono vergognato come un verme! Però vabe' poi ci ho riso su!
...continua...
Adottiamo il modello Corunense (ma soprattutto rimandatemi in erasmus)Alla fine di mesi in cui si discute l'abuso che fanno i giovani dell'alcol, di droghe. In cui si discute delle stragi del sabato sera, o dei pirati della strada. Alla fine di mesi in cui si discute la validità (per quanto mi riguarda nulla) dei provvedimenti presi dallo stato. Ci ritroviamo un pò a riflettere. Anche perchè è l'argomento più in voga tra i tg di tutte le reti televisive. Io reduce da un esperienza, l'erasmus, in cui i giorni di festa, quasi tutte le persone li consumavano con un mare di alcol e sostanze di altro genere. Ho pensato che si potrebbe prendere spunto da queste realtà. Questa legge che proibisce la vendita di alcolici dopo un certo orario, non serve a nulla, se non a peggiorare le cose. In spagna, (non so se in tutta la nazione o solo in galizia funziona così), come vi ho già detto, l'uso di sostanze che alterano le percezioni, è in parte vietato (mi riferisco a droghe pesanti), ma dove non arriva la legge, si fa spazio la civiltà delle persone. E in questo penso che noi italiani siamo 10 anni indietro rispetto a molte nazioni. Lì per uscire, la prima regola (tranne nel caso in cui si è salutisti) è: non toccare la macchina. La seconda è: non toccare la macchina. ...che siamo nel fight club? Ritornando a noi...la macchina, avete capito bene che non si prende. Anche perchè se la polizia vi becca alterati, saranno ben felici di farvi passare la stitichezza a forza di manganellate tra le natiche. Questo è reso possibile dalle tariffe molto vantaggiose che hanno i taxi. Infatti di notte, in cui i bus cessano di girare negli orari notturni, è possibile prendere il taxi. Se si calcola una corsa media di 15 minuti (che a la Coruna ci arrivi da un capo all'altro della città) costa 3.55€. Quindi un taxi preso in 4 per andare in discoteca o tornare a casa, a qualsiasi orario, costa meno di 1€ a testa. INSOMMA PROMUOVIAMO I BOTELLON*!!! (*se non sapete cosa sono, certate in qualche intervento più vecchio) Alice nel paese di contrada motta!Lo avrete capito da tempo ormai. Io a mio modo protesto. Si questo è un blog di denuncia del malessere sociale MIO! hahahaha Non vi scrivo da tempo. Ma già vi ho detto che era una forma di protesta nei confronti degli alti vertici della telecom. Che sicuramente, in preda all'astinenza, avranno riallacciato la mia connessione casalinga, solo per leggere le mie parole! SIKURAMENTE!!! Vabé dopo molte peripezie, con la quale non vi annoiero (perchè credetemi, ne ho passate di tutti i colori per farmi riattivare la connessione a casa), eccomi nuovamente in linea...on lain! :D Credo comunque di non esservi mancato poi tanto...o forse si? Baci baci continuo con il mio viaggio. Enjoy da Trip!Visto che mi impediscono di leggere quì (ne approfitto per mandare un bel "AFFANCULO" al conducente), allora io per protesta scrivo! Per farvi capire bene la mia situazione però devo fare qualche passo da aragosta (che se la memoria non mi inganna hanno la particolarità di camminare al contrario...forse era meglio dire qualche passo alla Michael Jackson...vabbe' avete capito). Sono in viaggio verso Milano. Più precisamente verso Como. Anzi essendo proprio puntigliosi, verso Turate. Voi vi chiederete "Beh epperchè?!?!?". Ma come perchè, lì c'è la mia patata (non siate maliziosi/e). Si insomma, raggiungo la mia ragazza polentona. Tutto comincia con il risparmio. Si perchè essendo un fankazzista cronico (scherzo, sono sempre alla ricerca di un lavoro, ma che la retribuzione sia adeguata allo sforzo e al tempo che ci perdo dietro), i soldi in tasca non sono mai molti. Soprattutto se hai intenzione di viaggiare, la paghetta settimanale, non è un budget affidabile. Però se si evita qualche uscita, bevuta, qualcosa ti rimane e puoi metterlo sotto il materasso. Detto questo, mi ci è voluto qualche settimana prima di organizzare questo viaggio. Dopo il risparmio viene la scelta del mezzo di trasporto. Per i problemi economici prima elencati, naturalmente mi sono rivolto al mezzo che PENSAVO fosse più economico. Il pullman. In effetti il biglietto non è che mi sia costato molto, però dopo la dritta tardiva del mio amico Paolo, mi sono mangiato un pò le mani. Si perchè la compagnia aerea ryanair, da pochissimo ha deciso di aprire una nuova tratta dall'areoporto di Lamezia. Indovinate un pò dove arriva?!?!...bravi avete indovinato. Naturalmente Paolo, prendendomi anche un pò per il culo, mi ha avvertito quando il gruzzoletto era già bello e speso. Vabè...l'importante è partire. Infatti fatto il trolley e si va! Ora sono in viaggio, con l'ipod nelle orecchie e il computer sulle gambe. Dopo una breve sosta in un Autogrill di Salerno, dove subito dopo aver comprato il bottiglione d'acqua da viaggio (si, io lo compro soprattutto per i viaggi in pullman, perchè quando non sai che cazzo fare prendi la bottiglia e bevi...non tanto per sete, ma solo per far passare il tempo), il tappo che non voleva saperne di svitarsi, appena ho messo in gioco i miei muscoli da bronzo di riace, mi è caduto per terra. Se vi dicessi che mi è caduto su quelle belle mattonelle bianche, o che forse una volta lo erano, davanti i bagni, dove le impronte degli scarponi dei camionisti si mescolano ad acqua e altri liquidi...vabbè evito che mi sta venendo il vomito. Dopo 15 minuti di sosta siamo ripartiti. Prendo il libro dalla borsa (per fare anche un pò l'intellettuale) e lo apro al capitolo dove lo avevo lasciato. Proprio in quel momento, il conducente decide di attuare il coprifuoco spegnendo tutte le luci...anche i faretti posti sopra la testa di ogni passegero. Non contento quel bastardo prende un qualcosa simile ad una buca e mi fa cadere anche il libro...così perdo anche il segno che avevo fatto al capitolo dove avevo lasciato la lettura. Evvai di MURPHY*!!! (*se non sapete di chi sto parlando...vuol dire che siete dei culuti, nati con la camicia, o più semplicemente non siete informati) Ecco voi fate parte della mia protesta :D (spetta faccio un sorso) (aaaaaaaah) E ora gioco un po con portaceneri, braccioli e poi per sgranchire, una bella corsetta in corridoio!!! un pò per protesta...Eccomi al ritorno da una delle mie pause. Sono mesi che non vi do confidenza, ma la mia assenza, tra queste pagine non è del tutto ingiustificata. Infatti non avendo internet a portata di mano come un tempo, mi riesce difficile trovare un momento di ispirazione e aggiornare il blog. Però di cose ne sono successe...forse anche troppe.
Riprendo da dove sono rimasto.
Sono tornato dalla spagna (dove ritornerei anche adesso) e dopo pochi giorni nella mia nuova casuccia, mi sono trasferito al mare, nella casa del nonno. Precisamente a cittadella (detta frittatella...o alternativamente cittadella è delle pere...e forse un giorno vi spiegherò il perchè). Il mio compagno di avventure è stato Fabrizio (alias Gigi d'alessio). La giornata tipo era:
ore 12 sveglia
0re 12:30 colazione
ore 13:00 abbiocco
0re 15:30 sveglia
ore 16:00 mare
ore 19:00 varie partite a carte alla "N'zulla"
ore 21:30 a casa per la cena
ore 22:00 doccia
ore 22:30 sonnellino
ore 23:30 lungomare
ore 7:30a.m. ritorno a casa
Era da tempo che nn trascorrevo un estate così...quasi perfetta...sarebbe bastato poco...per renderla migliore. Sulla strada di ritorno per cosenza...una novità mi ha atteso.
Una proposta di lavoro. ANIMATORE IN UN HOTEL!
Vista la voglia di provare una nuova esperienza e vista anche l'assenza di vita nella metropoli (cosenza)...ho deciso di prendere la palla al balzo (come disse cicciolina) e di accettare. Diciamo che la mia stanza faceva un pò cagare (vista quella della mia collega), diciamo anche che ero sottopagato e diciamo che in hotel, la maggior parte degli altri impiegati ci avevano sulle balle...però il tutto è stato compensato da alcune persone che mi hanno fatto stare davvero bene e che hanno reso l'esperienza...un seguito perfetto a questa estate.
E poi?...
E poi mi sono tatuato...sissì...
Ho superato momentaneamente la mia fobia per gli aghi (e devo dire che mi sono stupito della mia freddezza), e ho permanentemente segnato la mia bellissima pelle.
E ora il ritorno alla vita, universitaria, cosentina, piazzettara di roges e spero anke internettiana...un giorno di questi.
ALICE DI MERDA!!!
24 anni e "PIOVONO CHUPITOSSS"Ecco il compleanno che volevo. Senza nulla togliere ai compleanni passati (anche per rispetto a chi è venuto a festeggiarmi), non ho mai avuto un compleanno così bello. Per tanti motivi. Il mio compleanno non è mai stato uno di quei giorni in cui tutto è bello, pieno di gente...regali e cose così. Fatemi spiegare.
Quando ero piccolo, il compleanno finivo sempre per festeggiarlo, con i miei fratelli i cugini e qualche amichetto. Anche perchè essendo a luglio, molti dei miei amichetti se ne partivano in vacanza. Non che mi dispiacesse passarlo con le persone più strette, anzi con il tempo ho apprezzato il mio compleanno come giorno per stare con le persone con cui sei più in sintonia. E poi quelle cose stile cerimonie, non sono mai state il mio forte, anche perchè organizzare mi ha sempre causato uno stress eccessivo.
Tutto questo fino alla mezzanotte del 3 luglio 2007. Il mio giorno (perchè da adesso non lo chiamerò in altro modo), è inizato giocando (più che altro distruggendo i miei amici) al computer. Certo come inizio non è dei migliori, ma già in quella stanza eravamo almeno 12 e dopo aver esclamato "FATEMI GLI AUGURI O VI UCCIDO" (mi ero seccato di aspettare che qualcuno si ricordasse, esclamando con finta sorpresa che non era più il 3 luglio), è partito un abbraccio generalizzato. La serata sarebbe dovuta proseguire in un localino dove ci aspettava la festa, solo che qualcuno ci ha informato male (STRONZI) e il locale lo abbiamo trovato chiuso. Preso atto dell'accaduto, o meglio, del non accaduto, abbiamo deciso di prendere un pò di alcol (l'amica giusy...starà già esclamando "e ti pareva") e ci siamo diretti verso la PLAYA, dove abbiamo bevuto e scherzato allietati (non direi), dai dei russi, che si sono messi a cantare canzoni con la chitarra (le canzoni immagino erano popolari, con un tono sul triste andante). Dopo aver terminato l'alcol e pulito i residui del nostro piccolo accampamento, ci siamo diretti a letto.
Il giorno dopo, con un tempo meraviglioso, sono andato al centro internet, dove ho risposto ai messaggi di auguri, salutato alcuni amici e scaricata la batteria del portatile, mi sono diretto alla spiaggia. Lì ho atteso con vale e mary, l'arrivo di piero che mi portava il pantaloncino (si perchè essendo sprovvisto di costume, ho usato il pantaloncino che scommetto che santiago* sarà contentissimo di avermi regalato). All'arrivo del sopracitato PEDRO, abbiamo cambiato spiaggia, per incontrare alcuni amici, che ci aspettavano a poche centinaia di metri. Tutti insieme abbiamo fatto un tuffo, nell'acqua gelida e qualche tiro a pallone (seguito da bestemmie e blasfemie varie...xkè il pallone era di cuoio). Il pomeriggio è proseguito con la mari, viola dal troppo sole, 2 passaggi acrobatici a pallavolo e il ritorno in bicicletta che mi ha debilitato le gambe.
La sera è stata la parte più dura, si xkè stanchi dalla giornata di mare, ci siamo messi a preparare la super cena di addio e di compleanno. La cena è stata a base di polpettazze al sugo (fatte dal sottoscritto), torta allo yoghurth (by vale), tortilla (by simon) e patate (by mary e pedro). Tutti hanno partecipato alla preparazione (e menomale) e tutti hanno mangiato...compresi gli ospiti che sono venuti per bere. In tutto eravamo circa una ventina, un miscuglio di razze incredibile. Prima di uscire, mi sono sentito male per il troppo mangiare e ho dovuto correre al rimedio "esorcista a comando"...ovvero 2 dita in gola per fare uscire il cibo e l'alcol che eccede. Il bagno ne ha risentito un pochino (anche se ero con la testa completamente ficcato con la testa nel water, tutta la stanza si è dipinta di rosso (forse dovuto al sugo o al vino).
Dopo questa splendida rimpatriata, ci siamo diretti al geografic (localino dove gli erasmus si trovano il mercoledì). Dentro è stato un ritrovo con tutti (o quasi) gli amici di questa avventura. Nel bel mezzo della serata, la mary (sempre rossa come un'aragosta), mi ha salvato dalle grinfie di una polacca e mi ha preso a chupiti (mini drink della grandezza di un sorso, detti anche shot, perchè si bevono alla velocità di uno sparo) in faccia. La cosa non mi è dispiaciuta, anche se alla fine ho iniziato a fare il deficiente con un gadget della bacardi a forma di manona...le foto che devo andare a copiarmi dai miei amici faranno da testimone.
Il tutto si è concluso, con un risveglio e un piccolo spavento. Si xkè il bagno era rimasto dipinto di rosso e la cucina presentava un livello di sporcizia uso favelas (mi perdoneranno gli amici brasiliani). Ma il cosidetto olio di gomito ha fatto si che tutto sia tornato in ordine (il mio fegato e il mio stomaco la pensano diversamente).
Passate queste 24ore o poco più, posso dire di essere davvero felice e di aver passato un compleanno completo sotto tutti i punti di vista. In questo devo ringraziare davvero tutti, gli amici, i conoscenti, ma soprattutto la mia famiglia che mi ha permesso di vivere questo giorno fantastico e soprattutto questo sogno che si chiama ERASMUS.
Adesso mi aspettano gli ultimi giorni di vacanza prima del rientro. Già da domani mi aspettano una 2 giorni di festival a ortigueira con i miei amici (e quì il mio fegato ha iniziato a gridare "liberatemiiiiiiii da questo incubooooo") e poi il viaggio di ritorno. Insomma la distruzione finale prima della vita sana che farò in calabria. l'amore come arma per vincere le battaglie« Se vi fosse dunque qualche possibilità perché una città o un esercito fossero costituiti per intero da amatori e da amati, non vi è modo per cui potessero disporre meglio la propria esistenza tenendosi lontani da ogni bruttura e gareggiando tra di loro in desiderio di gloria, e combattendo insieme gli uni con gli altri, essi vincerebbero, anche se in pochi, per così dire, tutti gli uomini. Infatti l'uomo che ama sarebbe disposto ad essere visto da tutti gli altri mentre abbandona la posizione o getta via le armi più che dal proprio amato e sceglierebbe di morire più volte invece di questo. E quanto ad abbandonare l'amato o non portagli aiuto quando corre pericolo non c’è nessun vile a tal punto che amore stesso non lo renda pieno di ardore in valore, tanto da eguagliarlo anche a chi è valorosissimo in natura... »
Platone nel "Simposio" San juan...joder que fiesta!Hola chicos (questo è quello che ho imparato in 6 mesi di erasmus...nulla...però utile :D)
Questo fine settimana è coinciso con la famosissima festa di San Juan, ovvero San Giovanni (appropò...auguri a tutti i giovanni :D).
Come?!? Non vi è nota la festa di San Juan?...male male male
San Juan, si festeggia il 23 Giugno (avevo scritto luglio, ma il temetto mi ha corretto subito) e oltre ad avere una natura religiosa, coincide con il giorno più lungo dell'anno. E' una festa importantissima, che coinvolge tutte le generazioni. Si svolge (almeno a la coruna) sulla spiaggia, facendo dei falò e arrostendo, sardine (ma anke la carne non viene disdegnata). La tradizione vuole che si salti il fuoco almeno tre volte (chi dice anke sette), per mandare via le influenze negative...c'è chi per mandare le influenze negative...ci è caduto dentro (vuol dire che anke il salti sui falò a volte non possono nulla contro la sfiga). In più ci sono fuochi d'artificio, barche che bruciano. Insomma come festa è sentitissima, forse ache più del capodanno (a detta di due spagnoli alquanto ubriachi). Infatti tra le strade e sulla spiaggia (che non è quello che si può definire..."PICCOLA")...non si poteva camminare.
La festa più bella che abbia mai visto. Purtroppo ero molto stanco e l'alcol mi ha davvero buttato a terra...quindi...sono tornato discretamente presto.....ALLE 6 (ricordate...orario da sfigati)!
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